Risonanza Magnetica Roma

Risonanza Magnetica, come avviene e quando farla

La risonanza magnetica è un'indagine di diagnostica moderna utilizzata per produrre immagini in sezione trasversale dei distretti indagati. Si ricorre alla risonanza magnetica in ambito ortopedico per lo studio delle patologie capsulo-legamentose.

La risonanza magnetica è un esame diagnostico cui ricorrere per lo studio delle patologie delle ossa. Differentemente dalla TAC, la risonanza non impiega radiazioni ionizzanti bensì campi elettromagnetici che rilevano i dati necessari e li inviano  ad un computer per essere rielaborati e trasformati in immagini del distretto studiato.

L'esame ha una durata che va dai 5 ai 20 minuti durante i quali si deve restare immobili su un lettino mentre uno scanner a forma di tubo passa in esame la sezione interessata del corpo.

La Risonanza crea un campo elettromagnetico attorno al nostro corpo ed invia onde radio che si concentrano sulla zona studiata. Il computer registra il tasso di vibrazione dei tessuti e le traduce in immagini bidimensionali permettendo di creare una scansione precisa del distretto oggetto di indagine.

L'esame non è affatto invasivo. L'unico inconveniente potrebbe riguardare le persone che soffrono di claustrofobia, che potrebbero non sopportare la modalità in cui avviene l'esame.

Esistono Risonanza magnetica aperte, ovvero le 'artroscan', che non garantiscono però la stessa precisione e che permettono lo studio articolare a chi ha difficoltà ad eseguire l'esame con apparecchi chiusi.

In ambito ortopedico la Risonanza Magnetica viene impiegata per lo studio dei tessuti molli, nelle lesioni legamentose e meniscali del ginocchio, delle lesioni legamentose del gomito, delle lesioni tendinee della spalla, cartilaginee e labrali dell'anca, delle lesioni osteocondrali della caviglia, delle patologie del rachide, delle lesioni legamentose del polso, delle ossa del polso, delle fratture da stress.

Anche nel caso della RMN è utile utilizzare come mezzo di contrasto i chelati di Gadolinio per studiare più a fondo il distretto interessato. 

Si ricorre ad un esame diagnostico come la risonanza magnetica solo dopo un'accurata visita da parte del medico ortopedico che ne valuterà la necessità.