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NUOVI LASER DI ULTIMISSIMA GENERAZIONE NELLO STUDIO MEDICO COLOMBO

manipolo-nirMigliorare il Tono irregolare della pelle, eliminare le pigmentazioni superficiali, correggere le piccole imperfezioni e rendere la cute molto più liscia è possibile grazie all’azione del laser frazionale Er: YAG, la tecnologia NIR, o la combinazione di entrambe le tecnologie sia per risultati significativamente superiori.

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Colpisce un uomo su 100, specie tra i 40 e i 60 anni. La malattia di Peyronie, più nota come induratio penis plastica, è una patologia che può arrivare a colpire anche un uomo ogni cento e porta, col tempo, a una disfunzione erettile. In pratica, crea un sovvertimento strutturale di alcune membrane del pene portando alla perdita della sua elasticità e della capacità di espandersi durante i rapporti, condizionando l’erezione.


Ma oggi, grazie a un macchinario innovativo che ha rivoluzionato i trattamenti di alcune tra le patologie andrologiche più fastidiose e dolorose, è possibile curarla efficacemente. 


Mediante l’utilizzo di uno specifico laser, infatti, la criopass terapia permette di guarire senza dover andare incontro a lunghe terapie, evitando persino la chirurgia, unica soluzione nei casi più estremi.

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La stessa tecnica può essere utilizzata anche nella cura delle patologie infiammatorie e iperplastiche della prostata. 


La prevenzione rimane l’arma più importante. 

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Lo Studio Medico Colombo vi propone un nuovo macchinario ad alta tecnologia avanzata per lo studio dell'osteoporosi: una moc a basso dosaggio.

Gli specialisti delle patologie ossee vogliono offrire ai propri pazienti le migliori attenzioni possibili ovvero gli strumenti diagnostici attualmente più avanzati per un corretto follow-up.

Circa il 40% delle donne oltre i 50 anni incorrerà almeno in una frattura da osteoporosi nell’arco della vita.

 

Efficiente
La funzione OneVision consente ai medici di ottenere un singolo report unificato che combina le valutazioni del rischio di frattura sui siti analizzati, invece di ricevere più referti.
L'opzione OneScan aumenta il risparmio di tempo e la convenienza, unendo automaticamente scansioni del femore e della colonna in un esame, con un solo processo di acquisizione ed effettuando un’unica analisi.
Immediato
Il referto paziente combina risultati diagnostici chiave: mostra T-score e Z-score con il grafico di valutazione del rischio di frattura basandosi sui criteri per la diagnosi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ciò rende immediate l’interpretazione dei risultati e la rilevazione del rischio di frattura.
Affidabile
La funzione Doppio Femore misura automaticamente il femore destro e sinistro con una scansione veloce. Il doppio femore migliora l’accuratezza identificando il femore con la densità più bassa. L’incremento di precisione del 30%, rilevato con la BMD media D/S, aumenta la capacità di monitorare la risposta alle terapie di questa sede, critica per le fratture. Inoltre la funzione Analisi Avanzata del Femore (AHA) consente di valutare la resistenza dell’osso femorale.

 

Prevenzione e diagnosi

Senza esami specifici, l'osteoporosi difficilmente viene diagnosticata prima dell'evento frattura e il più delle volte non si individuano sintomi che avvisino della sua presenza. Solo in pochi casi può accompagnarsi a dolore osseo, in particolare alla colonna vertebrale a fine giornata, che però spesso viene confuso con dolori da artrosi, patologia molto frequente nell'età avanzata.

Fratture da fragilità

L'osteoporosi si manifesta spesso, improvvisamente con fratture da fragilità, le quali avvengono a seguito di piccoli traumi, lievi e banali. Le fratture di polso sono più frequenti in età relativamente più giovanile, mentre quelle di vertebrale e di femore caratterizzano le fratture dell'età avanzata. Le fratture dei corpi vertebrali esitano, se multiple e severe, in un corredo di dolori cronici, con cifosi dorsale, difficoltà a mantenere la posizione eretta e complicanze respiratorie e cardiovascolari.

Le fratture di femore sono più rare ma presentano un alto rischio di gravi complicanze; di solito colpiscono persone più anziane, con un'osteoporosi avanzata, spesso non riconosciuta e non curata. Richiedono il ricovero in ospedale, un intervento chirurgico obbligato e una degenza riabilitativa. Il 20% delle fratture di femore finisce a un anno dall'evento con il decesso e l'80% dei pazienti che le ha subite non riacquista la qualità di vita precedente; questo è il motivo per il quale sono considerate evento importante e invalidante nella vita del paziente osteoporotico, al pari delle fratture vertebrali multiple e severe.

La prevenzione: Moc alle donne prossime alla menopausa e a tutti gli over 65


La migliore forma di prevenzione è, quindi, una diagnosi precoce, la quale si fonda sull'identificazione anamnestica e obiettiva di una serie di fattori di rischio che rappresentano una precisa indicazione all'esecuzione della mineralometria ossea computerizzata, nota anche con l'acronimo di Moc. Questa indagine, definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità metodica di riferimento per la diagnostica dell'osteoporosi, è sicura, indolore, priva di rischi da radiazione, di basso costo e consente una accurata e precisa quantificazione minerale ossea. E' così possibile ottenere una misura certa del patrimonio minerale del nostro scheletro e un preciso controllo dell'andamento nel tempo della massa ossea, in particolare per valutare l'efficacia delle terapie intraprese per la prevenzione primaria e secondaria della frattura da osteoporosi. La valutazione del rischio di frattura va eseguita da tutte le donne prossime alla menopausa e l'esame Moc sempre dopo i 65 anni di età in ambedue i sessi. L'esame Moc si può eseguire su tutti i distretti scheletrici sede delle tipiche fratture da fragilità e in particolare a livello delle vertebre, del femore e dell'avambraccio.

 

 

 

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Modularità innovativa.

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Rappresentano una delle più recenti ed efficaci terapie extracorporee per il trattamento di alcune patologie dell’apparato muscolo scheletrico......

L’Onda d’urto è un onda acustica ad alta energia erogata in modo diverso in rapporto al generatore che si utilizza; si differenzia da altre onde acustiche (ad es. gli ultrasuoni) perché non è un’onda continua, ma è costituita da impulsi singoli di elevata intensità della durata di micro-secondi che non producono alcun effetto termico. 



Che cosa differenzia le onde d’urto rispetto alle terapie tradizionali quali ad esempio gli ultrasuoni, la magnetoterapia, le infiltrazioni? I trattamenti fisici tradizionali non vanno oltre il tentativo di controllare l’infiammazione ed il sintomo dolore; sono pertanto trattamenti “passivi” in quanto non intervengono sulle cause responsabili della malattia. Viceversa le Onde d’Urto inducono degli “effetti biologici” intervenendo all’origine della cascata di eventi responsabili dell’infiammazione e del dolore. Il loro meccanismo di azione è riconducibile ai seguenti effetti:



1- Effetto antalgico che si realizza attraverso il rilascio locale di endorfine (sostanze prodotte nel nostro organismo) e l’inibizione di recettori specifici responsabili della trasmissione degli stimoli dolorosi. 


2- Effetto antinfiammatorio che si realizza attraverso un aumento della vascolarizzazione nelle zone interessate mediante la formazione di nuovi vasi sanguigni (cosiddetto “effetto cavitazione”) con conseguente riparazione di micro- lesioni e miglioramento del trofismo dei tessuti.

Le Indicazioni Cliniche in Ortopedia sono rappresentate da:


- tendinopatie degenerative e/o calcifiche della spalla (periartrite scapolo-omerale;)
- epicondilite ed epitrocleite;
- spina calcaneare e fascite plantare;
- tendinite inserzionale dell’achille;
- tendinite rotulea
- borsite trocanterica;
- stiramenti e strappi muscolari;

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Le controindicazioni assolute al trattamento sono rappresentate da:



- alterazioni congenite o acquisite della coagulazione;
- gravidanza;
- pace-maker
- infiammazione cutanee o infezioni nella zona da trattare;

- cartilagini in accrescimento in prossimità del campo di applicazione. 


Le controindicazioni relative sono rappresentate da 


- lacerazione della cuffia dei rotatori 

- tendinopatie associate a grave artrosi gleno-omerale 






Il trattamento vero e proprio dura tra 10 e 15 minuti, ed è ben tollerato: il numero delle sedute e la loro frequenza variano a secondo della patologia da trattare. Nell’80% dei pazienti sono sufficienti tre, quattro sedute con frequenza settimanale o quindicinale. Immediatamente dopo il trattamento e nelle successive 4-5 ore si ha una diminuzione del dolore, dopo 24-48 ore è talvolta possibile una riacutizzazione transitoria della sintomatologia dolorosa. La terapia può essere ripetuta senza alcun effetto negativo sull’organismo.