Acne: Scopriamo come combatterla

Esistono diversi tipi di acne, in questo articolo cercheremo di spiegarvi come riconoscerli e combatterli.

 

L’acne è una malattia cronica e recidivante di natura infiammatoria e non contagiosa a carico del follicolo pilifero. 

È una condizione patologica che riconosce tre importanti momenti eziopatogenetici: l’iperproduzione di sebo (iperseborrea) e l’ipercheratinizzazione del follicolo pilifero e l’infiammazione dovuta alla colonizzazione batterica.

L’iperproduzione di sebo, che può dipendere da fattori genetici e/o ormonali e dallo stress, insieme all’ ipercheratinizzazione del follicolo pilifero, sono infatti alla base dell’ostruzione di quest’ultimo con conseguente formazione di lesioni comedoniche.

Il comedone crea un ambiente anaerobio ideale alla proliferazione di batteri (tipo il  Propionibacterium acnes) che sono i responsabili della comparsa di lesioni infiammatorie (papule, pustole, noduli).  


A seconda della prevalenza del tipo di lesioni si individuano 4 tipi di acne:

- lieve o comedonica (con prevalenza di comedoni);

- papulo – pustolosa (è la forma più frequente con prevalenza di papule e pustole);

- nodulo – cistica (<10% dei casi, con noduli e cisti sottocutanee che possono provocare esiti cicatriziali);

- conglobata (la forma più grave di acne, con lesioni nodulo-cistiche, che può perdurare fino ai 30 anni, con conseguenti gravi esiti cicatriziali).



Ad oggi si preferisce non parlare più di acne giovanile, ma di acne volgare perché, se è vero che nel 70-80% dei casi coinvolge gli adolescenti, è altrettanto vero che negli ultimi anni si è assistito ad un notevole aumento dei casi in età adulta.  

Rivolgersi allo specialista dermatologo evitando il “fai da te” è di fondamentale importanza perché il trattamento è molto variabile. La scelta di terapie mirate e personalizzate dipende infatti non solo dal tipo di acne, ma anche dal suo grado di severità (lieve, moderata, severa, fulminans), da eventuali condizioni sistemiche associate (nella donna), come alterazione del metabolismo ormonale ovarico o surrenalico e/o presenza di ovaio micropolicistico (PCO) e dall’impatto psicologico del problema sul paziente.

Esistono, inoltre, eruzioni acneiformi, che possono essere causate reazioni di tipoallergico (cosmetici o anche cortisonici), da un’esposizione solare eccessiva, oppure da una patologia della pelle definita rosacea che somigliano all’acne, ma che non lo sono, e che quindi vanno trattate diversamente. Per questo è fondamentale, di fronte alla comparsa di lesioni papulo -pustolose, non dare per scontata la diagnosi di acne volgare e rivolgersi allo specialista per approcciare al problema nel modo più corretto.


La diagnosi tempestiva e le terapie mirate danno ottimi risultati con conseguente miglioramento della qualità di vita del paziente e riducono il rischio di esiti cicatriziali, vero problema della gestione dell’acne. 

Le cicatrici acneiche di piccole dimensioni possono essere trattate con esfoliazione chimica (peeling), laser resurfacing o dermoabrasione. Depressioni ampie e superficiali possono essere trattate, invece, con sollevamento della cicatrice con iniezione di collagene o altro filler, ma si tratta di risultati temporanei, per cui devono essere ripetuti periodicamente. 


Consigli utili:

  • Evitare di “toccare” le lesioni infiammatorie (papule e pustole) perché questo comportamento aumenta la probabilità di esiti cicatriziali e discromie postinfiammatorie

  • Detergere la pelle acneica con prodotti poco aggressivi che non la disidratino perché questo provoca un aumento della seborrea

  • Scegliere prodotti cosmetici non comedogenici

  • Prediligere alimenti con basso indice glicemico e fare sport

  • Non esporsi eccessivamente al sole durante il periodo estivo per evitare l’effetto “rebound”, cioè il peggioramento dell’acne nel periodo autunnale


Dr.ssa Giorgiana Feliziani

Specialista in Dermatologia e Venereologia


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